La mia prima volta (…la storia continua!)

Fin dal primo colloquio con il mio Rolfer sentii immediatamente il senso profondo che aveva ciò che mi spiegò!

Dopo la prima sessione avvertii subito il bisogno di tornare: un’ora era come… volata: avevo capito come collaborare con questo tocco particolare e… già finito?! Il mio Rolfer, compiaciuto da questa curiosità, mi congedò ricordandomi che il vero lavoro sarebbe proseguito a casa, con l’aiuto della gravità.

Già dopo la terza sessione capii che il Rolfing era veramente uno strumento didattico potentissimo dal cui percorso potevo imparare moltissimo e, spesso, senza nemmeno sapere di imparare! Infatti, i contenuti di questo apprendimento essendo veicolati dal tocco capace del Rolfer, non erano conditi da retorica, teorie o parole “di troppo”: attraverso questo strumento di comunicazione, il Rolfer istruiva il mio corpo, riportava in esso l’attenzione e la presenza necessarie per comprendere come stare per dialogare meglio con la gravità!

La gente che mi incontrava mi chiedeva cosa mi fosse accaduto: chi mi diceva che sembravo più donna, chi si soffermava sulla ricerca di un qualche particolare estetico cambiato (taglio di capelli, trucco…).
Allora, non stavo ancora del tutto comprendendo che, lavorando quell’ora con il mio Rolfer, che mi insegnava metodi più economici ed efficaci di stare nel mio corpo, anche la mia forma interiore ed esteriore cambiava e, mentre io fluivo con il cambiamento, le persone attente e sensibili intorno a me, attraverso queste “strane” domande proprio perché non sapevano del Rolfing, mi informavano a loro modo che il cambiamento era percepibile anche all’esterno!

Non temere: articolo dopo articolo approfondirò questi anni ed esperienze, quindi… continua a seguirmi! 😉

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